“Nei mercati internazionali come l’Europa, ci concentreremo nello sviluppo di servizi per le imprese interessate a sfruttare i canali digitali per incrementare le opportunità di business con i clienti cinesi”.

Questa una recente dichiarazione di Andrea Ghizzoni (nella foto), l’italiano responsabile per l’Europa di Tencent, la società che possiede WeChat.

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Più volte iFinance ha raccontato di WeChat, l’APP su cui i cinesi letteralmente “vivono”. Infatti, nata come sistema di messaggistica, l’APP si è espansa aggregando funzioni e servizi di ogni tipo: dai post con le foto della vacanze, al pagamento delle bollette, alla prenotazione del taxi.

Sicuramente la funzione più dirompente è WeChat Pay, un sistema di pagamento e di ricezione di pagamenti che supera di colpo l’utilizzo di contante, carte di credito e home-banking.

Utilizzato ormi da circa 800 milioni di cinesi, WeChat Pay intermedia nel complesso cifre mirabolanti, tanto che Tencent ha creato WeBank.Com, banca digitale che in pochi mesi è diventata un colosso.

Però, per quanto WeChat stia monopolizzando la Cina, non riesce a sradicare i competitor negli altri paesi. La stessa Hong Kong ancora usa Whatsapp, che ad alcuni può sembrare preistoria per funzioni e servizi dati.

Consapevoli che le abitudini sono difficili da far cambiare, come spiegato da Ghizzoni, Tencent ha deciso di andare all’estero non cercando di imporre l’utilizzo della propria APP ai cittadini locali, ma predisponendo il territorio all’utilizzo della APP da parte dei milioni di cinesi che viaggiano: fondamentalmente dando loro modo di pagare con WeChat anche all’estero, senza problemi di valuta e costi di cambio.

Perché questo sia possibile, negozi, hotel, ristoranti, mezzi pubblici, ecc. devono essere messi in condizione di accettare il pagamento via WeChat.

Come ancora racconta Ghizzoni, in Europa il processo è partito dall’Italia, dove sono già più di 50 gli esercizi commerciali abilitati ai pagamenti WeChat.

Il prossimo step, in maggio, sarà l’Inghilterra. Per velocizzare l’espansione, qui Tencent ha fatto un accordo con un sistema di incasso digitale già diffuso: Tramonex.

Poi a seguire ci saranno Francia e Germania.

Questo per coprire i quattro paesi che sono il principale destino dei turisti cinesi in Europa, dove comprano principalmente prodotti di lusso (significativamente più economici che in Cina per le alte tasse di importazione), enogastronomia (in particolare vini e liquori, anche questi cari e difficili da reperire in Cina) e ospitalità (ristoranti e alberghi).

E naturalmente sono queste le classi merceologiche che WeChat sta approcciando per prime.