Più volte iFinance si è interessata alle banche cinesi e alla loro veloce evoluzione e digitalizzazione: dai robot nelle filiali a banche totalmente virtuali e solo mobile. Ma fino adesso erano state più analisi di tendenza che non quantitative.

Finalmente, lo scorso 18 Marzo, sono stati pubblicati dei dati interessanti da Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale cinese. L’analisi si limita alle zone rurali della Cina, che comunque accolgono ancora il 46% della popolazione, infatti il tasso di urbanizzazione in Cina è ancora molto basso [54% contro oltre il 65% dei paesi fortemente sviluppati].

Nel 2016 sono stati 373 milioni gli abitanti delle zone rurali cinesi che hanno effettuato pagamenti con applicazioni di “mobile banking”, con un incremento del 35% sul 2015, secondo i dati della banca centrale: People’s Bank of China (PBOC). Le operazioni hanno avuto un valore complessivo pari a 23.400 Miliardi di Yuan (3,4 Miliardi di USD), in crescita del 71%. Il numero di transazioni è aumentata del 62% a 5,1 Miliardi, sempre secondo i dati della PBOC.

Il “mobile banking” ha registrato in assoluto la crescita più rapida tra i metodi di pagamento non tradizionali nella Cina rurale, con “online banking” stagnante e “telephone banking” significativamente ridimensionato.

Per i residenti in aree sottosviluppate o remote è costoso e richiede tempo raggiungere le banche o i bancomat, così è intuitivo che il “mobile banking” stia diventando sempre più utilizzato nelle zone rurali cinesi. Benché in tali aree esistono 1,4 sportelli bancari e 3,8 bancomat ogni 10.000 abitanti [per un totale di 126.700 filiali e 343.900 bancomat].