JD.com, acronimo di Jing Dong, è il secondo e-commerce in Cina dopo il gruppo Alibaba.

Quotato al Nasdaq, il colosso ha registrato il suo primo utile nel 2016 dopo anni di investimento ed espansione.

Il business model di JD è simile a quello di Amazon, si basa cioè su una formula mista fra “scaffali propri” e “negozi di terzi”, che JD supporta in tutto, soprattutto per la promozione, la logistica, l’incasso e la gestione dei resi.

Per logistica si intende proprio tutto, anche la consegna a casa, quindi di fatto JD fa anche da corriere sull’ultimo miglio.

Nell’insieme delle sue attività, la parte finanziaria è diventata sempre più importante, tanto che JD Finance è stata valutata la decima Fintech del mondo da KPMG, con un valore indicativo di 7 Miliardi di USD.

Ed è proprio JD Finance l’oggetto del comunicato di Giovedì 2 Febbraio, quando il Gruppo ha reso pubblica l’intenzione di cederne la propri quota del 68.6%, in modo da renderla idonea a un percorso di quotazione indipendente.

Nell’annuncio si comunica che la cessione sarà a fronte di una pagamento in contanti di 2.07 Miliardi di USD e al diritto sul 40% degli utili pre-tasse futuri [non specificando per quanto tempo].

Non è stato comunicato chi saranno gli acquirenti se non che Liu Qiangdong [fondatore, presidente e CEO di JD Group] rileverà in proprio fino al 4.3% al prezzo degli altri compratori.

Attualmente fra i soci di JD Financial ci sono Sequoia Capital China, China Harvest Investments, China Taiping Insurance e altri operatori più piccoli che nella Fintech hanno già investito circa un Miliardo di USD.

Probabilmente fra questi ci sono anche alcuni degli acquirenti futuri sulla base di contratti di prelazione siglati al momento del primo investimento.

E per tutti loro, una futura quotazione potrebbe essere la migliore way-out.