La corsa alle banche verso la tecnologia dei chatbot non mostra segni di rallentamento, anzi. Stavolta è Société Générale a lancire il suo servizio entro la fine dell’anno, utilizzando la tecnologia da Personetics. La decisione della banca arriva a ridosso della pubblicazione di una ricerca condotta su oltre 200 istituzioni finanziarie nel quale emerge che oltre tre quarti degli intervistati credono che i chatbot siano una soluzione commerciale percorribile nei prossimi 2 anni. E quasi la metà delle aziende in questione hanno già progetti attivi all’interno di questa tecnologia.

Solo pochi giorni fa Kasisto, una società che fornisce il servizio di chatbot alle banche, ha raccolto un nuovo finanziamento di circa 9,2 milioni di dollari. Tra gli investitori Propel Venture Partners, la società di venture capital finanziata dalla spagnola BBVA, con la partecipazione di Mastercard e Commerce Ventures. Nel 2016 la stessa Kasisto ha firmato accordi di partnership con Mastercard, Development Bank of Singapore e la Royal Bank of Canada. È inoltre parte del programma Wells Fargo Startup Accelerator. Insomma la tecnologia dei bot nel rapporto tra banche e clientela sta prendendo sempre più piede.

Negli ultimi mesi, anche alcuni dei più grandi compagnie tech, tra cui Facebook, Microsoft e Google, si sono messe all’opera su questa tecnologia. L’idea alla base è che presto si potrà utilizzare la messaggistica applicazioni come Messenger, Telegram e Skype non solo per comunicare con i nostri amici e parenti, ma integrandola con tutti i servizi Internet. Qualche esempio? Chiamare Uber, prenotare voli aerei e, appunto, controllare nostri conti bancari.