LA SFIDA DEL FINTECH – Come cambiano i servizi finanziari con l’avvento delle nuove tecnologie digitali? Come cambia il rapporto tra le banche e le società d’investimento e i loro clienti con la “rivoluzione” del Fintech? A questi interrogativi si è cercato di rispondere durante il convegno organizzato oggi a Milano da Blue Financial Communication (Bfc) durante il Trading Online Expo, manifestazione dedicata al mondo degli investimenti, in corso presso la sede Borsa Italiana, in piazza degli Affari a Milano. Fintechage, le nuove frontiere della finanza digitale era il titolo della conferenza, che ha rappresentato un’occasione per analizzare come le società finanziarie più innovative hanno guidato l’evoluzione dei servizi finanziari in Italia e come si preparano ad affrontare lo scenario competitivo dei prossimi anni. Ospiti dell’incontro, moderato da Gianluca Baldini, giornalista di Bfc, Roberto Ferrari, direttore generale di CheBanca! e autore del saggio “L’era del Fintech”, Emanuele Bellingeri, head di iShares Italy (BlackRock). Mauro Panebianco, Partner Advisory della Practice Financial Services di PwC, Mariano Carozzi, amministratore delegato di Tinaba, Paolo Gesess, managing partner di United Ventures e Marco Barlassina, direttore responsabile di iFinance, la prima rivista europea dedicata al mondo del Fintech.

SENZA BARRIERE –
“L’innovazione portata in dote dalle tecnologie digitali deve permeare tutta la cultura delle aziende”, ha detto Panebianco di Pwc. D’accordo con lui si è mostrato anche Roberto Ferrari di CheBanca! che ha fatto sottolineato come ormai il Fintech abbia eliminato molte barriere all’entrata nel mondo dei servizi digitali e abbia consentito a una banca come la sua di lanciare un servizio come quello di robo advisory, quasi impensabile fino a qualche anno fa. Secondo Bellingeri, di iShares BlackRock potremo parlare veramente di rivoluzione del Fintech se le nuove tecnologie consentiranno di abbattere i costi di distribuzione dei prodotti finanziari, portando vantaggi anche ai risparmiatori e agli investitori. Barlassina ha invece posto l’accento invece dei rapporti come tra il Fintech e il mondo bancario. Sono proprio le banche tradizionali, per il direttore di iFinance, che hanno ancora le maggiori chance di cavalcare l’onda lunga della rivoluzione del Fintech visto che, a differenza della aziende di altri settori e delle start-up, hanno comunque una base-clienti acquisita. Secondo Gesess di United Ventures, invece, bisogna comunque dare anche alle start-up del Fintech il tempo giusto per affermarsi e crescre “in linea di massima occorrono almeno 7 anni”, ha detto Gesess. Al termine della conferenza Denis Masetti, editore di Blue Financial Communication ha presentato le nuove iniziative della società: lo yearbook Digital e il social network-motore di ricerca dedicato al mondo della finanza Gooruf.