Il nuovo tetto europeo ai bonus? Potrebbe ostacolare le assunzioni di giovani talenti nel settore del FinTech. Lo sostiene la spagnola BBVA che ha scritto ai commissari europei per lamentarsi proprio dei “cap bonus” ai banker nella Ue

Le regole sono state adottate alla fine della crisi finanziaria del 2007-2008 con l’obiettivo di accontentare l’opinione pubblica che chiedeva di ridurre le grandi somme di denaro che i top manager delle banche continuano a ricevere anche dopo la crisi da loro provocata. Sono i contribuenti che hanno salvato il settore e il sistema finanziario dal collasso in Europa.

I banchieri e le grandi società di investimento europee, specialmente quelle attive nella City di Londra, si sono lamentate del fatto che, mettendo un tetto ai bonus, le regole compromettono la loro capacità di attirare i migliori talenti, dal momento che i gruppi più piccoli e meno attrezzati non possono offrire remunerazioni che tengano il passo con la concorrenza.

Secondo quanto riporta il Financial Times, la banca spagnola ha scritto ai commissari europei esprimendo le proprie preoccupazioni e chiedendo una “definizione più rigorosa di risk-takers“, in modo che gli esperti di tecnologia e imprenditori non siano trattati allo stesso modo come dei trader di forex.

“In molti casi ci troviamo a competere con aziende tech o banche americane sul reclutamento. E i loro bonus non sono soggetti a limiti”, ha spiegato Juan López Carretero, responsabile del digital M&A.