Tratto dal blog di MoneyFarm
A cura di Roberto Bramato
Quanti di voi hanno recentemente varcato la soglia di una filiale bancaria? E quante volte negli ultimi anni?

Personalmente non più di due, o forse tre, da quando ho aperto (nel 2013) il mio attuale conto corrente. Per quale ragione? Per versare un assegno e per firmare un contratto.

Carte di debito e credito, ridotto utilizzo del contante (prelevato direttamente presso un bancomat), crescente numero di operazioni disponibili direttamente online, stanno riducendo il flusso annuo di operazioni allo sportello.

Inoltre, gli operatori bancari tradizionali soffrono la spinta competitiva esercitata da nuovi operatori che erogando i propri servizi essenzialmente online, possono godere di una più favorevole struttura di costo e, quindi di un pricing dei servizi offerti più favorevole al cliente. Questo produce un effetto di contrazione dei prezzi sul mercato che erode il margine di intermediazione bancario/finanziario.

Inoltre, potendo praticare per esempio, tassi di interesse più bassi rispetto ai competitors tradizionali, le startup del #Fintech esercitano una spinta anche sul margine di interesse che banche ed intermediari finanziari potevano garantirsi, in passato, in assenza di queste pressioni competitive.

Ed il riferimento non deve essere esclusivamente alle piccole e giovani startup italiane ma anche e soprattutto ai big che a livello mondiale stanno rafforzando la propria presenza o stanno entrando in questi mercati (Alibaba, PayPal).

L’offerta disponibile sul mercato tende ad essere sempre di più ricca di prodotti: servizi di pagamento, prestiti peer to peer (Lendig Club), credito al consumo (Affirm.com), servizi dedicati al risparmio (Bitcare.it è un’applicazione che ci aiuta a risparmiare quotidianamente piccole cifre, emulando uno di quei salvadanai che ciascuno di noi almeno una volta ha utilizzato nella propria vita), servizi dedicati alla gestione del risparmio (robo-advisor  e sistemi di personal financial management), solo per rimanere in tema di #Fintech.

A che punto sono le banche oggi? Dove va il mercato italiano?

Una ricerca condotta da CeTIF nel periodo ottobre 2015 – gennaio 2016, con oggetto di analisi 9 banche, ha mostrato “come le banche italiane siano piuttosto arretrate ad oggi per quanto riguarda l’offerta di modalità di pagamento innovative tramite i canali web e mobile.”

L’ultimo report ABI, relativo al mercato italiano dei sistemi di pagamento, recita come segue: “A dicembre 2015 gli strumenti in circolazione erano pari a 11,5 milioni (nominativi) e 340.000 (anonimi) dei quali il 35% su borsellino elettronico. Rispetto all’anno precedente si segnala un incremento del 25% degli strumenti nominativi e una contrazione del 37% di quelli anonimi.”

Inoltre, “Per quanto riguarda il numero dei pagamenti effettuati, in Italia e all’estero, con “moneta elettronica”, nel primo trimestre del 2016” si registra un incremento di circa il 30% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.