Dopo una gestazione durata due anni e mezzo, il presidente e ideatore di Tinaba, Matteo Arpe ha presentato l’app alla stampa.

Tinaba è un’ecosistema digitale pensato con l’obiettivo di mettere in connessione le relazioni umane con le esigenze economiche e le abitudini – di consumo e di risparmio – delle famiglie e dei giovani .
Il capitale della società è attualmente detenuto da Sator Private Equity Fund – il fondo promosso da Sator che co-investirà anche direttamente nella società.

Tinaba è già attiva in Italia grazie a un accordo in esclusiva siglato con Banca Profilo e prevede un’espansione internazionale in Europa e negli altri Paesi, stipulando alleanze in esclusiva con singoli istituti di credito. Tinaba riserverà a Banca Profilo e a tutte le banche partner la facoltà di sottoscrivere una quota del proprio capitale indicativamente pari al 5%.

Tinaba, acronimo di This Is Not A BAnk, è il frutto di oltre due anni di ricerca e sviluppo e ha coinvolto oltre sessanta persone. L’ecosistema digitale realizzato è basato interamente su una tecnologia italiana proprietaria che abilita le banche partner a servizi digitali innovativi e unici. Matteo Arpe ha investito 30 milioni di euro nel progetto che coinvolge il lavoro di 60 persone.

Il lancio dell’applicazione è previsto tra fine settembre e inizio ottobre. Ora l’app è ancora in fase di test su 500 dipendenti del gruppo Sator che, a loro volta, hanno la facoltà di invitare cinque persone. A marzo 2017 l’app verrà lanciata anche all’estero.

Sebbene l’app faccia della gratuità per gli utenti l’arma vincente, va sottolineato che ogni volta che si apre un account con Tinaba, l’utente italiano apre un conto “money” (un conto che permette solo la transazione di denaro senza la possibilità di fare le tradizionali operazioni bancarie) con Banca Profilo, che naturalmente tra profitto dalla raccolta diretta generata.

Ecco la videointervista a Matteo Arpe.