Le turbolenze provocate dal voto a sorpresa della Brexit minacciano ancora i mercati finanziari europei e soprattutto il comparto bancario. Eppure, secondo PwC, lo spauracchio di una possibile recessione non sembra spaventare chi ha ancora voglia di innovare e proporre nuovi progetti da lanciare nel Regno Unito. Anche in ambito FinTech.

Nel corso degli ultimi anni, infatti, il settore bancario britannico è stato caratterizzato da una serie di novità, in parte aiutato dalle azioni del governo che hanno cercato di stimolare la concorrenza in seguito alla crisi economica del 2008. La nuova generazione di banche “challanger” dovrà ora fiorire in un ambiente post-Brexit difficile. Anche perché le piccole banche sono quelle che hanno sofferto di più l’uscita del Paese dall’Unione Europea. Secondo i dati Reuters, i titoli di banche come Aldermore, OneSavings Bank, Shawbrook e Virgin Money sono crollate in media circa il 37% dal referendum, mentre i 4 più grandi istituti di credito Uk hanno visto scendere il loro prezzo “solo” del 21%.

Nonostante questo scenario PwC spiega che 9 dei suoi 10 clienti “challenger” che stavano progettando di costituire una nuova società di servizi finanziari prima del referendum, sono ancora impegnati, incoraggiati da attraenti rendimenti conseguiti nel settore del retail banking e un contesto normativo positivo, oltre che al grande potenziale che la tecnologia può offrire. “Stiamo lavorando con circa 20 nuove banche e altri grandi aziende nel Regno Unito”, commenta Stephen Morse, partner dei servizi finanziari a Pwc. “Si tratta di una mix di imprese nazionali, europee e internazionali, provenienti da Paesi come Cina, Turchia, Giappone, Sud Africa, Asia e America”.

Tra questi nuovi progetti, non solo banche retail ma anche imprese, asset manager, prestatori online e imprese FinTech. E oltre a questa schiera di disruptor c’è anche una forte domanda da parte di investitori a sostenere questi progetti.