Secondo un nuovo report stilato dagli esperti di Citibank, la moneta digitale Bitcoin non costituisce ancora una minaccia per le reti di pagamento delle banche. Si tratta, è vero, di un esperimento interessante ma con un utilizzo limitato per i trasferimento peer-to-peer. Il team di ricerca della banca capeggiato da Keith Horowitz che ha scritto il report – con il contributo di Adrien Porter, Frieda Liao, e Michael Cronin – indica problemi come la scalabilità, l’adozione della rete e la mancanza di un quadro giuridico/normativo per la risoluzione delle controversie, come svantaggi per una possibile adozione più diffusa della moneta virtuale.

Insomma, confrontando una rete decentrata come Bitcoin con le reti centralizzate come l’intera infrastruttura finanziaria globale esistente, il team di Citi conclude che quest’ultime funzionano anche meglio dei Bitcoin. Lo studio, inoltre, evidenzia come ci sano casi interessanti nel panorama dei pagamenti digitali, come Circle, BitPesa e Abra, che però sono casi aziendali di nicchia. Secondo Citi nessuno ha ancora sviluppat una cosiddetta “killer application” in grado di lanciare la criptovaluta nel giro mainstream. Per ora la rete dei Bitcoin comporta notevoli costi legati al consumo energetico. Costi che alla fine finirebbero a carico degli utenti attraverso tasse internazionali, che renderebbero il sistema più costoso di quello tradizionale.

Quindi non c’è futuro per la moneta digitale? Tutt’altro. Citi è chiaramente interessato, visto che fa parte di un consorzio internazionale di banche guidato dalla startup R3 che sta costruendo infrastrutture basate sula tecnologia blockchain. All’interno del suo laboratorio di innovazione, la banca ha, per esempio, testato la valuta digitale “Citicoins“. Inoltre, ricorda il WSJ, la squadra di Horowitz ha scritto sul tema altri due documenti, in uno dei quali si concludeva che la blockchain ha un potenziale, ma è ancora presto per un utilizzo su larga scala.

In conclusione, Bitcoin può essere considerata una minaccia per le banche? “Consideriamo l’emissione della monete digitali come una minaccia significativa per il ruolo centrale delle banche nei pagamenti. Ma non sembra davvero un pericolo nel breve termine”.