La tecnologia ha cambiato le regole del gioco in numerose industrie, mutando profondamente i comportamenti dell’utente. Anche in ambito finanziario la nascita dei robo-advisor sta proponendo un nuovo paradigma, con un servizio di investimento standardizzato, reso più efficiente attraverso un’advisory digitale che utilizza logiche più vicine all’e-commerce che alla finanza.

Nella teoria uno dei meriti di queste tecnologie sarebbe quello di allargare il perimetro della consulenza anche a categorie di risparmiatori finora poco toccate dai canali distributivi tradizionali. Il potenziale di servizi di robo-investing o robo for advisors implementati sulle piattaforme di intermediari tradizionali appare quindi enorme. Eppure alcuni osservatori si dimostrano scettici sulle potenzialità del settore, profetizzando che i robo-advisor non riusciranno mai ad andare oltre un pubblico di nicchia. È davvero così? E quali sarebbero invece i vantaggi per tutte le parti coinvolte, dagli investitori ai consulenti finanziari fino alle banche tradizionali?

iFinance ne ha parlato con Emanuele Bellingeri, che guida in Italia iShares, il leader mondiale degli ETF, uno strumento che per le sue caratteristiche è già ampiamente utilizzato a livello internazionale nella costruzione di modelli di robo-advisory.

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